Immacolata - Immacolata di Torre del Greco

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Immacolata

L'Immagine dell'Immacolata

Dall' esame stilistico risulta che l'Immacolata è una statua alta m. 1,75, realizzata parte in legno e parte in altro materiale solido ed è vestita con abiti di seta ricamati in oro, e può inserirsi negli ultimi decenni del 1600 e agli inizi del 1700.
È di fattura barocca, e ha grande affinità con lo stile del Colombo.
Può quindi avvalersi l'attribuzione come autore della statua dell'Immacolata Giacomo Colombo.
È in piedi, in un atteggiamento slanciato, solenne, e soprattutto regale; nello stesso tempo, però, Ella invita chi le volge lo sguardo ad amarla teneramente, e ad invocarla con affetto filiale, quale madre di misericordia.
Sul suo viso, ovale chiaro e delicato di fanciulla, sono incastonati, come due gemme rare e preziose, gli occhi; questi sono di cristallo marrone, molto grandi, ben contornati, che, a guardarli, incantano tanto sono luminosi e belli. Le sue guance sono delicatamente rosate, le labbra ben delineate, leggermente dischiuse - quasi a voler dire parola - capelli a boccoli di seta soffusamente ramati, che scendono morbidamente e ben accomodati dal capo alle spalle e arrivano quasi alla schiena.
Le mani affusolate ed eleganti sono leggermente protese in avanti e si congiungono delicatamente al seno, senza che le dita si tocchino.
L'Immacolata (quando viene esposta nella navata maggiore della Basilica) generalmente indossa una veste con larghe maniche di seta bianca. Dalle spalle le scende un manto di seta celeste con gigli e stelle: tutto il completo è ricamato in oro. Sul suo capo una corona di argento dorato, sbalzata e cesellata, con una serie di dodici stelle intorno.
La corona fu realizzata nel 1700.
Intorno al capo e alla corona della Vergine uno stellario di dodici stelle 2 d'argento dorato, oscillanti, simbolo delle 12 tribù d'Israele, dei 12 Apostoli, e dei 12 privilegi di .Maria.
I Santi Padri ed i Dottori della Chiesa enumerano così i 12 privilegi di Maria:
1 ) Fu concepita senza peccato.
2 ) Fu piena di grazia.
3 )Ebbe l'uso della ragione fin dal momento della concezione.
4 ) Conobbe il pregio della verginità.
5 ) Fu Madre Vergine.
6 ) Fu ,Madre di Dio.
7 ) Meritò aumento di grazia, man mano che Gesù cresceva in lei.
8 ) È mediatrice Universale di grazie.
9 ) Diede al mondo Gesù con parto indolore.
10 ) È stata la corredentrice del mondo ..
11) Chiuse i suoi giorni con una morte felicissima.
12) Fu Assunta, anima e corpo al cielo.
Dal 2005 una nuovissima veste è stata donata all'Immacolata,che oggi vediamo quando è nella sua Cappella ,una veste molto simile a quella che indossa l'8 dicembre.
I torresi l'hanno potuta ammirare anche durante la processione del 31 maggio 2008 per i 150°anniversario delle apparizioni di Lourdes.
Una veste di seta rossa con una sopra-veste con larghe maniche bianche e manicotti rossi ,il tutto interamente ricamato in oro.Mentre il manto di seta celeste con gigli e stelle (ricamato in oro) è lo stesso di quando viene esposta nella navata maggiore della Basilica e nella Cappella.
Nel giorno della solennità, l'8 dicembre, l'Immacolata indossa una veste di seta rossa ed una sopra-veste bianca con larghe maniche bianche e manicotti rossi, sempre in seta; dalle spalle le scende un lungo manto serico celeste, con gigli, stelle e rose; il completo è riccamente e finemente ricamato in oro a gran rilievo: è stato confezionato agli inizi del 1900.
Dell' antico abito donato dal popolo alla Madonna nel 1862 ci resta soltanto la sopra-veste bianca che la Vergine indossa nei mese di maggio e dicembre, quando viene esposta nella navata maggiore della Basilica.
Dell’antico manto celeste invece abbiamo qualche notizia storica . Durante la seconda guerra  mondiale a Torre del Greco le spose chiedevano grazie all’Immacolata per far ritornare sani e salvi i loro mariti partiti in guerra o deportati dai tedeschi nei campi di concentramento.Poi finita la guerra,i sopravvissuti tornarono a Torre del Greco.Fù così che le spose sciolsero probabilmente i voti alla Madonna offrendo preghiere e acquistando parti del manto celeste dell’Immacolata.
Infine l'Immagine dell'Immacolata è decorata con orecchini e collane di corallo, dono dei fedeli.La statua poggia su un globo terracqueo percorso dalla fascia stellata (segno della regalità dell'Immacolata sull'universo intero). Ed ancora una mezza luna sotto i suoi piedi a simboleggiare la volubilità e l'instabilità della natura umana, in contrasto con la coraggiosa fermezza di Maria.Tra i piedi e la luna è collocato un serpente, il demonio, con la mela tra i denti.
Il globo è immerso in un nuvolato, su cui sono sistemati cinque angeli, in legno policromo, di buona fattura, risalenti all' 800, due interi e tre cherubini.
Il primo angelo regge in una mano un giglio, simbolo della purezza della Vergine, nell' altra una stella, che sta a significare lo splendore della Madonna nella notte del mondo, e contemporaneamente annuncia la venuta di Cristo, sole di giustizia.
Il secondo angelo regge in una mano uno specchio, simbolo della trasparenza cristallina di Maria, e dell'infinita bellezza di Dio, nell'altra una rosa, segno di regalità e di potenza. ( Purtroppo i due angeli e un cherubino sono stati rubati nella notte: tra il 17 e il 18 marzo 1980).
Il giglio, la stella e lo specchio sono d'argento, la rosa invece è d'argento dorato ed è datata maggio 1888.Così si presenta la vetusta immagine dell'Immacolata venerata nella Basilica di Santa Croce.È una immagine, questa dell'Immacolata adorna di una purezza incantevole, e l'espressione celestiale che irradia, ispira confidenza e amore, maestosa bellezza che incanta, soggioga, e rapisce.
Resterà sempre indiscusso e fuori dubbio che i torresi, che vengono a visitare questa immagine, riconoscono in essa qualche cosa che attira ad ammirarla, non per perfezione d'arte, ma per una forza arcana, che s'impone e trae, quasi senza volerlo, ad inchinarsi e a pregare perché scenda ogni grazia, e salga da noi ogni speranza; e tutti ella guida alla conoscenza divina, illuminando le menti con la sua grazia.La lettera agli Efesini, parlando della «gloria della grazia» che' «Dio Padre ci ha dato nel suo Figlio diletto», aggiunge: «In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue»).Secondo la dottrina, formulata in solenni documenti della Chiesa, questa «gloria della grazia» si è manifestata nella Madre di Dio per il fatto che ella è stata «redenta in modo più sublime».
In virtù della ricchezza della grazia del Figlio diletto, a motivo dei meriti redentivi di colui che doveva diventare suo Figlio, Maria è stata preservata dal retaggio del peccato originale.
In questo modo sin dal primo istante del suo concepimento, cioè della sua esistenza, ella appartiene a Cristo, partecipa della grazia salvifica e santificante e di quell'amore che ha il suo inizio nel «Diletto», nel Figlio dell'eterno Padre, che mediante l'incarnazione è divenuto il suo proprio Figlio.
Perciò, per opera dello Spirito Santo, nell'ordine della grazia, cioè della partecipazione alla natura divina, Maria riceve la vita da colui, al quale ella stessa, nell'ordine della generazione terrena, diede la vita come madre.
La venerata statua è custodita nella Cappella a lei dedicata, in fondo alla navata destra della Basilica, come nella prima chiesa di S. Croce distrutta dall'eruzione del Vesuvio del 1794.
Nella Cappella, sono di notevole interesse la pittura a tempera della volta, opera del Prof. Giuseppe Palomba, che rappresenta la gloria del nome di Maria, e la lapide posta sul pilastro destro, che ricorda l'incoronazione dell'Immacolata avvenuta il 23 giugno 1954.
Nell'occasione dell'incoronazione del 1954 la statua dell'Immacolata fu completamente restaurata dallo scultore napoletano Antonio Lebro.
Agli inizi del 1999 la statua venne nuovamente restaurata ad opera dello scultore napoletano Antonio D'Aniello.
Nel 2004 la Cappella dell'Immacolata fu completamente restaurata dall'architetto Ornella Silvetti.
Nell'occasione fu pubblicato un libro "Donna, se’ tanto grande e tanto vali..."
Note sulla regalità di Maria e sul restauro della cappella dell’Immacolata nella Basilica di Santa Croce
con prefazione di Don Giosuè Lombardo,Parroco della Basilica di Santa Croce (dal 2002)
Per sfogliarlo clicca sulla foto





 
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